Non è per tutti, ma alcuni se ne innamorano
Chamonix - UCPA Freeride Evasion

Febbraio 2016

Faccio snowboard da anni, anche se per brevi periodi ogni inverno, causa lontananza dalle montagne. Quest’anno il gruppetto di amici che riuscivo a trascinare ogni anno in settimana bianca mi ha abbandonato. C’è chi si sposa, chi non ha le ferie, chi è invecchiato male, insomma non so da dove rifarmi.

Per caso un mio amico inglese mi parla di UCPA: “Mai stato in settimana bianca con UCPA? Io sono andato in Val d’Isère e a Val Thorens con loro. Spendi poco, ti mettono in un gruppo del tuo livello e conosci un sacco di gente. So che hanno anche corsi avanzati”. Sono un po’ titubante, alla fine il mio amico aveva sciato due volte in vita sua, quindi non sapevo bene come valutare il suo suggerimento. Mi informo e scopro che UCPA offre camp di sci e snowboard in diverse località francesi, dal freeride al freestyle, passando per splitboard e sci alpinismo.

 

I prezzi sono bassi, dov’è la fregatura?” Sono confuso, com’è possibile che nessuno in Italia conosca questa UCPA? Eppure alcune località sono proprio al confine con l’Italia, tipo Chamonix e Serre Chevalier.

Le review sono tutte molto positive… basta prenoto”. Una settimana di camp freeride a Chamonix con format Evasion (con due giornate “fuoriporta” in località limitrofe, in base alle condizioni meteo). Dal 14 al 20 febbraio, pensione completa, skipass, attrezzatura, kit di sicurezza e guida dal lunedì al venerdì, 860€.

Erano anni che volevo prendere parte ad un camp freeride, ma un po’ per la difficile organizzazione, la mancanza di conoscenti disposti a prendere parte ed i costi quasi sempre proibitivi l’avevo sempre lasciato nel cassetto, optando per la classica settimana bianca.

Si deve condividere la camera con altre persone ma non mi pesa per niente, anzi è un modo per conoscere un po’ di gente visto che sto per partire da solo. Negli ultimi anni ho imparato ad apprezzare proprio questo, sono le persone che incontri che fanno il viaggio.

 

Si parte!

Domenica

Arrivo e già fuori dalla struttura UCPA si respira un’atmosfera giovane e internazionale. Alla reception mi danno un fogliettino per ritirare attrezzatura e skipass “the equipment shop is downstairs, and you can get the skipass over there from Didier”.

Prendo lo skipass e vado allo shop per ritirare l’attrezzatura. “So you are doing the evasion course eh? There is a lot of powder this week, you’ll need a longer board than what you usually ride”. Una 164, speriamo di trovarmi bene, non ci sono tanto abituato. Il fornitore ufficiale  UCPA per quanto riguarda sci e snowboard è Rossignol e l’attrezzatura viene assegnata in base al tipo di camp prenotato, con i più esperti che hanno a disposizione i materiali più avanzati. Per gli snowboarder, di solito si parla di una One Magtek o Jibsaw Magtek. Per gli sciatori spesso Soul 7 o Sky 7 per camp freeride.

In the Ortovox backpack you’ll find transceiver, shovel and probe (kit di scurezza, ARVA, pala e sonda), have fun!”

attrezzatura UCPA freerideIn camera conosco i miei compagni: un londinese, uno che vive in Olanda da qualche anno, un americano in Europa solo per qualche settimana, che ha trovato il modo di infilare una settimana bianca nella sua permanenza e un paio di ragazzi svedesi, da Stoccolma. Un bel mix, mi piace.

A quanto pare io e l’americano siamo gli unici alla prima esperienza UCPA, gli altri sono affectionados. Meglio, così sanno già come funziona e se ho bisogno chiedo a loro.

Domenica sera scopro nella bacheca dei gruppi chi è il mio istruttore – un certo Audrey – e con chi sono in gruppo: altri 4 ragazzi e 3 ragazze. La lavagna dedicata al nostro gruppo recita “meeting 9am at reception – pack your lunch!”.

Ok, stiamo fuori tutto il giorno e bisogna prepararsi i panini a colazione.

Lunedì

La mattina poco prima delle 9 la reception mi ricorda un po’ il primo giorno all’Università. C’è un sacco di gente in giro che cerca il posto giusto, chi corre per arrivare in orario… ( e per una volta non sono io). Nell’aria si respira un mix di eccitazione, curiosità e voglia di iniziare.

Conosco gli altri ragazzi del mio gruppo: inglesi, svedesi ed un norvegese. Anche qui sono l’unico alla prima esperienza UCPA. Ecco Audrey, è una donna sulla 40ina, sarà si e no un metro e 70, ma sottobraccio ha uno snowboard che assomiglia più a un surf – 178cm di bebè! E io che mi sento un po’ insicuro con la mia 164!

3 girls in my group, awesome!” con il suo tipico accento francese.

Gruppo UCPA Chamonix Evasion 2016Oggi giriamo insieme all’altro gruppo UCPA di snowboard freeride. Loro stanno tutta la settimana a Chamonix, il livello richiesto per quel camp è un pochino più basso. Il primo giorno è di “assestamento”, tutti i gruppi di livello simile stanno vicini e gli istruttori si assicurano che i partecipanti abbiano il livello necessario per proseguire nel camp scelto in fase di prenotazione. Nel caso qualcuno non abbia il livello minimo o sia troppo avanzato per un gruppo, viene spostato. Prima di pranzo facciamo il briefing sulle tecniche di autosoccorso e uso dell’ARVA, con tanto di esercitazione.

Alla fine della giornata le due ragazze inglesi decidono di andare con l’altro gruppo, rimaniamo in 6 per il resto della settimana.

Après ski @ Chambre Neuf, un piccolo locale sempre pieno, dove ballare con gli scarponi sui tavoli è la normalità, diventa un appuntamento fisso tutti i giorni.

Chambre Neuf Chamonix

Martedì

8 e 30 davanti al minibus UCPA, destinazione la Thuile. “Italians never go off-piste, we always find fresh tracks! They always tell me I am a crazy when I go there” scherza Audrey al volante.

Oggi si inizia a fare sul serio. Arrivati al punto più alto con gli impianti, snowboard sulle spalle e camminare.

Guadagnarsi le tracce

“Camminare” forse non è proprio la parola più adatta…

Anche il gruppo Evasion-sci è con noi. Con gli scarponi da sci in fresca deve essere una pacchia. Siamo signori, andiamo prima noi così almeno camminano sulle nostre tracce.

La sudata è valsa la pena, la discesa è uno spettacolo: niente tracce e lunga che non finisce mai.

Tracce in neve frescaArriviamo in fondo che sono le 2 e mezzo, giusto in tempo per una pizza veloce e un’altra breve discesa prima di tornare a Chamonix.

Il martedì sera gli svedesi organizzano un pub crawl, obbligatorio imbucarsi. Ricordatevelo per quando andrete, il martedì sera ormai è tradizione, qualcuno organizza un pub crawl. Chiedete in giro e aggregatevi. Se non è in programma… organizzate voi!

Mercoledì

Niente camp. Gli altri ragazzi che hanno più esperienza e sono già stati a Chamonix conoscono comunque dei bei fuoripista nel bosco che si raggiungono facilmente. Anche oggi le piste si toccano giusto per prendere gli impianti.

Giovedì

Oggi il minibus UCPA ci porta a Courmayer. L’altra opzione era Verbier, una delle mecche del freeride, peccato che il tempo non fosse un granché da quelle parti.

Audrey riesce sempre a portarci in discese intoccate. Anche oggi la buona dose di cammino non manca e di ritardo pure. Alla fine della prima discesa c’è un bel flat. Il proprietario del ristorante dove andiamo per pranzo doveva venire a prenderci con la motoslitta ma ha avuto dei problemi. Insomma, in questo momento invidio tanto i bastoncini agli sciatori.

Venerdì

Ultimo giorno di camp. Andiamo sul versante di Le Tour dove inaspettatamente troviamo alcune discese immacolate. Quando dicono che le guide sanno sempre dove trovare la neve migliore hanno ragione. Alle 18.00 facciamo una piccola riunione con Audrey per sintetizzare la settimana. Più di una volta ci ha portato in boschi (o magic forest, come dice lei) così fitti che si dovevano troncare i rami degli alberi per passare. Le regaliamo un’accetta, magari fa comodo per il prossimo gruppo!

UCPA gruppo Chamonix evasion snowboard 2016È l’ora di festeggiare, dopotutto è venerdì. Affoghiamo la malinconia della partenza imminente in qualche birra.

Sabato

Ultime discese con i compagni in mattinata, ormai siamo una piccola famiglia. Rientriamo al centro prima di mezzogiorno per la consegna dell’attrezzatura e dello skipass. Si dà una sistemata alla camera, si tolgono le lenzuola dai letti, pranzo e partita a ping pong mentre gli altri aspettano il bus per andare in aeroporto. Pensiamo già a quali camp potremmo fare il prossimo anno, magari il Grandi Tracce a Serre Chevalier, li ti portano anche a la Grave!

Il tempo è volato, è già finita.

PS. Ho appena ricevuto una foto da Robert, uno degli svedesi che era in gruppo con me l’anno scorso. Sta facendo un camp UCPA freeride a Les Arcs. Pare che anche quest’anno si stia divertendo.

Freeride UCPA Les Arcs

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Mattia
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